Situazione interlocutoria

Ciao,

dopo quasi sei mesi di invio curriculum in modo serio, per serio intendo che li sto inviando in modo quasi scientifico, ho cominciato a tirare le fila per come mi sento sulla mancanza di risposte.

Piccola premessa: a fine 2017 per motivi caratteriali mai veramente affrontati, e di conseguenza risolti, e per motivi aziendali, ovvero l’aver sempre fatto il tappabuchi spinto da inizio 2016, si è potenziata la sensazione di malessere che provavo per la ditta in cui lavoro e per alcune situazioni personali per cui mi trovo. Qualcosa ho cominciato ad accennare in un precedente post.

Visto che il lavoro con il medico sta cominciando ad avere i suoi effetti ad inizio anno ho cominciato ad inviare curriculum ad altre aziende del mondo dell’ICT (sono un consulente informatico).

Mi lascia un po’ demotivato il fatto che delle decine di curriculae inviate ho ricevuto risposta soltanto per una quindicina e effettivamente colloqui per verificare se sono la persona che cercavano solo 6. Non andando oltre a questo primo colloquio.

Onestamente mi sono reso conto che questi ultimi dieci anni professionali li ho persi in un aggiornamento tecnologico e di crescita professionale verticale di cui sto pagando dazio ora. Soprattutto del fatto di non essermi costruito una rete di supporto lavorativo che in questo momento sarebbe stata molto utile per fare il salto verso una società di dimensioni maggiori della mia. Non che questo possa risolvere magicamente i problemi ma sicuramente, per come sono fatto io, mi può dare quella sicurezza nel futuro che l’attuale società non mi da più.

Come primi tentativi per risollevarmi, almeno di umore, sto seguendo un po’ di corsi su udemy. Per il momento provo a non mollare: quindi scrivere, fare corsi e inviare curriculum.

Luca

La compulsione

Ciao,

come in tutti i periodi giù compro ebook su Amazon in modo compulsivo: a questo giro presi 10 ebook in un quarto d’ora, con la solita scusante che erano in offerta a 0,99 euro. Erano soltanto un paio che mi interessavano veramente. Ho impiegato un po’ di tempo a centrare la cosa: ho talmente tanti comportamenti non sani che metto in atto per non pensare nei momenti di sofferenza che ho bisogno di eliminarli, a volte basta prenderne coscienza e metterli in sicurezza, uno alla volta per riuscire a vederli.

Ora è il momento del cliccare facile su Amazon: il prossimo quale sarà? Sinceramente non saprei, so che è un’attività alquanto stancante raddrizzare la situazione. A furia di togliere dovrò affrontare la situazione profonda di malessere: che, al momento, mi par di capire sia trovare qualcosa che mi piaccia veramente e provare a farne il mio lavoro. La canzone che mi permette di identificare questi momenti è Cambiamenti di Vasco.

Questa situazione mi spaventa molto: sono ancora molto legato alle mie abitudini. Ad essere felici bisogna aver coraggio.

La svolta è cominciata in questo momento, disperso in mezzo alla bellezza di un momento unico

 

Luca