Ikigai

Ciao,

questa volta voglio parlare di una parola che ho scoperto durante questa lunga pandemia, che strano a dirsi a me è servita moltissimo anche se con risultati molto altalenanti. La parola in questione è giapponese: Ikigai. Possiamo tradurla con l’espressione italiana “ragione d’essere”. Ma ammetto che con la parola giapponese fa molto più figo. La cosa che mi ha lasciato basito è il fatto che io il mio ikigai non l’ho mai trovato. Semplicemente perché non l’ho mai cercato.

L’ikigai

Nell’immagine precedente una bella rappresentazione grafica del concetto. Come mi dicono quelli bravi: un’immagine vale molto di più di mille parole.

Da quando mi hanno spiegato il concetto ho cominciato a pormi delle domande: cosa amo veramente? Una volta trovato cos’amo avrò del talento in quella cosa? Ci sarà qualcuno che ha bisogno di questo, o questi talenti, che amo e che ho ed è disposto anche a pagarlo per averlo?

Facciamo subito outing: sto ancora cercando il mio ikigai. Ma ora ho il vantaggio che ho imparato un metodo per sperimentare e capire. Io sto cercando il mio ikigai: ma voi l’avete trovato? Volete raccontarmi la vostra esperienza sia in seso positivo che negativo?

Luca

Esame certificazione

Ciao,

giovedì tre marzo ho ridato l’esame di certificazione Amazon. Tecnicamente l’esame è filato liscio. Come il 13 Gennaio non l’ho passato. Il punteggio è migliorato: sono passato da 520 a 611 punti. Per passare il punteggio minimo è di 720. Non andrò all’assalto nell’immediato. Lo studio, il cui metodo devo sicuramente migliorare o cambiare visto i risultati, mi ha prosciugato e devo prendere un attimo di tempo per fare la quadra e vedere anche come riprendere dei fili che ho fermato per concentrarmi su questo esame. Devo sicuramente parlare con il mio responsabile diretto come e quando programmare l’esame. Sono conscio dell’importanza della cosa, ma devo fare un bel salto di qualità. Salto di qualità che non sare facile ne indolore.

Luca

Uscire dalla depressione, è possibile?

La depressione sembra a molti una destinazione molto lontana e invece cascarci è un attimo. Quando si arriva al punto di non ritorno si inizia a credere che sia impossibile risalire, ogni attività che ci propongono o che ci proponiamo ha subito una scusa pronta per non essere svolta La questione è che finché si […]

Uscire dalla depressione, è possibile?

Google Fit

Ciao,

da inizio ho deciso di usare in modo attivo l’app di Google per la gestione del benessere fisico. So che parzialmente si sovrappone all’app che uso per scaricare i dati dall’orologio. Ma ha il vantaggio di essere collegata al mio account Google: portandomi dietro i dati anche quando cambierò l’orologio per mille motivi e non prenderò la stessa marca. Devo ammettere che graficamente mi risulta piuttosto leggibile da controllare. L’unico limite è che se non mi muovo con lo smartphone non segna i passi: ma risolvo facendoli prendere i dati da quelli dell’app dell’orologio. Voi che app usate per monitorare la vostra attività fisica?

Luca