Corso di Boxe e week-end di Yoga.

Ciao,

questo week-end ho ripetuto il week-end che avevo fatto ad inizio Aprile a Volterra. Ovvero un week-end di yoga in cui non c’è solo lo yoga: il bagno di gong, esercizi sulle corazze (che sono figlie degli studi di Freud se non ho capito male).

Come ho già parlato da inizio anno frequento un corso di boxe, in cui unisco l’attività fisica con lo sfogo della rabbia e la voglia di darmi la carica nelle attività quotidiane.

Oggi ha pranzo con i colleghi mi è venuto da pensare come possa unire queste due attività che sono molto lontane le une dalle altre.

Una mia amica mi ha fatto notare che alla fine la boxe mi aiuta a incanalare la rabbia in maniera non autodistruttiva; lo yoga e le altre pratiche a coltivare la calma e a conoscere lati di me che ho cercato di tenere sopiti. Ci penserò su questa cosa.

Vi è mai capitato di fare cose opposte le une alle altre e trovarvi di integrarle le une con le altre perché vi danno soddisfazione entrambe?

Luca

Acquario di Milano

Ciao,

questo post entra nella serie sulle foto in flickr. Questa volta è dedicata alla gita all’acquario civico di Milano. Ci andai con un’amica la prima domenica di Marzo 2019: approfittamo degli ingressi gratuiti. Per le informazioni sull’Acquario vi inserisco qui il link di wikipedia.Mi ricordo molto bene che prima di allora ci andai soltanto una volta: in gita alle medie con la professorezza di matematica\scienze e la professoressa di italiano. Ma torniamo al passato più recente. Come detto approfittamo dell’ingresso gratuito. Mi fece molto strano a pensare ad un acquario in una città prettamente di pianura. Anche se bisogna dire che Milano è circondata dai fiumi e nel medioevo è stato costruito il sistema dei navigli per collegare Milano all’Adriatico passando per il fiume Po: con la Darsena che faceva da porto per la città.

Ma ecco le foto:

001 - Acquario di Milano
Acquario di Milano – 3 Marzo 2019

Luca

Le gite fuori porta

Ciao,

da questa pandemia, iniziata oramai da un anno, con la limitazione dei movimenti data dall’andamento dei contagi, mi ha fatto riscoprire le gite fuori porta. Riscoprire in quanto, dai miei ricordi, sono andato a vedere i luoghi ad un’ora\un’ora e mezza di macchina da casa mia, soprattutto quando ero piccolo con naturalmente i miei genitori. Abitando da sempre a Sesto San Giovanni, con i primi 4 anni in viale Monza a Milano, nel raggio di un’ora e mezza di macchina rientra la Lombardia, le provincie orientali del Piemonte e quelle occidentali del Veneto. Nel buco del culo della pianura padana, come chiamo io la zona dove abito, non abbiamo il mare: ma abbiamo la fortuna di avere un ottimo numero di laghi e fiumi, di varie dimensioni, che riescono a soddisfare la mia voglia di acqua con una buona varietà di scenario.

Il dover stare praticamente sempre in casa, il non avere avuto problemi con il lavoro, ed avere un’amica sodale che ha voglia di cambiare area appena può mi ha rimesso voglia di riprendere questa pratica che porta due vantaggi dal mio punto di vista:

  • Scoprire posti che in altri tempi non pandemici non avrei preso in considerazione;
  • Dedicare del tempo ad informarmi di ciò che è vicino a casa mia: tenendo conto che l’Italia è il paese delle micronazioni vuol dire anche cambiare tanto mantenendo la stessa lingua.

Luca

Olona Greenway

Ciao,

abito nel quadrante nord-est della citta metropolitana di Milano (Sesto San Giovanni). Sono un consulente informatico e da quando ho iniziato a lavorare i clienti dove andavo erano quasi sempre collocali nei quadranti nord-ovest e sud-est di Milano. Quando nel 2019, per un breve periodo, ho lavorato in sede, Zona fermata Turro della M1, ho fatto a volte a piedi il tragitto casa lavoro passando per la Martesana, il tratto tra ponte vecchio in fondo a viale Padova e la piazza dedicata ai piccoli martiri di Gorla. Quando qualche giorno fa ho letto il post di Marco e di come ha trovato un modo per andare a lavorare in biciletta, dal post di marco potete scaricare la traccia.

Luca

Vasco Rossi

Ciao,

questo venerdì sono andato al concerto di Vasco Rossi. Come al solito ho avuto bisogno di un paio di giorni per metabolizzare la cosa. Non sono tanto le canzoni, oramai la scaletta e quasi sempre la stessa: l’unica variazione è la presenza di una canzone dell’ultimo album , una decina sono sempre presenti e altri 4\5 girano tra le solite dieci. Ma rimango sempre affascinato dal delirio a contorno sugli spalti. Come disse in un intervista su raidue Vasco: non pensavo che ci fossero così tante persone con la mente stropicciata come me.

Luca

Documentario sul Parco Media Valle Lambro: come guida un’attore non vedente

Corriere di Sesto

Dal Parco Media Valle del Lambro di Sesto San Giovanni riceviamo e pubblichiamo:

Il parco (in)visibile” è il titolo della proposta progettuale che ha vinto la selezione pubblica per la realizzazione di un documentario sul Parco Media Valle Lambro. Ed è il regista Davide Gatti a stupirci con una bellissima idea.

Il documentario, che servirà a raccontare il Parco, il progetto che lo ispira e la strategia che ne guida la realizzazione, avrà una guida insolita: Gianfranco Berardi, attore non vedente, accompagnerà lo spettatore alla scoperta del PMVL, con ironia, curiosità, entusiasmo e tutti e quattro i sensi all’erta. Il quinto, la vista, sarà integrato sia dallo spettatore sia dalle persone che la guida incontrerà sul suo cammino. La videocamera indagherà il rapporto tra il Parco e gli intervistati: GEV, operai del depuratore, ortisti, agricoltori, sportivi, ex lavoratori delle fabbriche che c’erano sul suo territorio.

Un parco percepito…

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